RADIOCRONACA

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BANDA[dis]ARMATA

Damiano ha quarant’anni, una moglie rumena che lo chiama “defisiente”, un curriculum fatto solo di colloqui di lavoro e un figlio di cinque anni che tenta di conquistare con l’unico mezzo a sua disposizione: lanciandolo in aria, ovunque, di continuo, entusiasta. Perché è convinto che i bambini abbiano bisogno di volare in aria, perché come lui vivono di aria, immaginano cose che non ci sono, sognano cose che non si avverano.  Iaio fa la manutenzione degli strumenti musicali del Quirinale. Sua è la cura dei settecento tromboni presidenziali che conosce così intimamente da chiamare per nome. E’ l’opposto del suo amico Damiano, un uomo pratico e incazzato con tutto, che Damiano ammira  sconfinatamente per la sua capacità di affrontare la vita a testa alta. E per quella di nascondere agli altri la sedia a ruote su cui si muove.  Tito non vede. Se non quello che gli altri non riescono a vedere. Sarebbe professore di musica, ma il provveditorato ha disposto per lui solo un posto da insegnante di inglese. Sarebbe un ottimo padre, ma la madre lo ha relegato in una miniera di naftalina.  Perché uno che non vede, uno che non cammina e uno che non ragiona si ritrovano un giorno sul cornicione del palazzo presidenziale ad attuare una fragorosa protesta? Cosa li porta a questa clamorosa rivolta contro lo stato armati solo di strumenti musicali? E perché la polizia li considera al pari di terroristi? Questa è  la storia di tre uomini privi di strumenti.Assediati da barriere architettoniche e mentali, tentano una disperata insurrezione disarmata. Anzi, disarmante.Perché siamo tutti bravi a fare le rivoluzioni con la pistola in mano. Ma provateci voi con una tromba.